Storie dietro una guida di carta

24 settembre 2020

Come alpinista, ho usato e amato le guide di arrampicata da tutta la vita. Le loro pagine e le loro immagini possono guidare e ispirare generazioni di climbers. Quello che non conoscevo è il potere dei messaggi nascosti dietro le pagine. 

Recentemente ho avuto il piacere di partecipare alla serata di lancio di una nuova guida sulla Valle dell'Orco scritta da Paolo Seimandi e pubblicata da Maurizio Oviglia. Il libro è una selezione delle migliori fessure che si possono trovare in Valle dell'Orco e presenta un'introduzione di Tom Randall e diverse foto di Pete Whittaker, sì ai WideBoyz piace questo posto! Diventerà una bibbia per gli amanti dell'arrampicata trad e pulita.

Ma non voglio parlare del libro in sé, potete trovare diversi articoli a riguardo. Ciò che mi ha davvero affascinato sono le storie che stanno dietro alla realizzazione del libro. Storie incredibili che incarnano perfettamente i valori che noi, climber e amanti della montagna, condividiamo e che tutti dovrebbero fare propri per vivere una vita piena: Sforzo, Passione e Impatto.

La salita più dura - Sforzo

Il libro ha richiesto a Paolo circa 1 anno di lavoro a tempo pieno e poiché è più un fotografo che un autore, ha deciso che ogni fessura aveva bisogno della "foto perfetta".

"Un'arrampicata con la corda e in solitaria piuttosto spaventosa!"

Una fessura fermò il suo sogno: "La fessura del tramonto". Un 5c "semplice" da scalare ma uno scatto impossibile! Provò da diversi punti di vista ma non era mai soddisfatto, così decise che l'unico modo era salire in cima a un larice di 30 metri che si trovava davanti alla fessura. Il giorno prima delle riprese si recò lì, si arrampicò sull'albero in modalità autobloccante, lasciò una corda fissa e se ne andò. Il giorno dopo arrivò la sua amica Valentina, era sola senza un compagno di assicurazione, si arrampicò per un bel tratto della fessura, Paolo intanto aveva  fissato la corda a terra e iniziato a salire su per il larice solo per scoprire che non aveva considerato l'ombra dei rami, lo scatto fu un fallimento.

Scese, senza avere il coraggio di dire a Valentina che le foto non erano per niente buone, ma probabilmente lei l'avrà capito dai suoi occhi. Stavano per andarsene quando la luce cambiò e Valentina si offrì di risalire la fessura proprio mentre il sole tramontava sulla parete. Paolo corse su per l'albero e raggiunse la cima senza fiato, con l'albero che oscillava come un matto, sparò lo scatto in un momento perfetto. Nella foto si vede Valentina e metà della fessura in piena luce, mentre tutto il resto è nell'ombra. Se chiedete a Paolo vi dirà che è stata fortuna. Ma, come si dice sempre, la fortuna aiuta i coraggiosi e ci è voluto coraggio per salire su quell'albero, e un grande sforzo per fare lo scatto!


Improvvisazioni invernali - Passione

In una guida sulle migliori fessure della valle non si poteva escludere "La fessura Kosterlitz (Kosterlitz crack).

"Non dimenticate mai la pala quando andate a arrampicare".

La fessura è un masso di 6 metri ed è il simbolo della valle; probabilmente la fessura più scalata e fotografata della zona. Paolo ha deciso di fotografarla  in pieno inverno, quando era coperta dalla neve. Ma c'è un piccolo problema, com'è noto  le fessure non si asciugano facilmente, soprattutto se sono ricoperte da 20 cm di neve fresca. Così qui si può vedere Paolo che spala la neve e asciuga la fessura il giorno prima che Valeria si presentasse per le riprese. Lo scatto è originale e mostra la fessura in un modo che probabilmente non è mai stato fotografato prima. È la testimonianza della passione di Paolo per il progetto e per la valle!

Impronte umane - Impatto

La terza storia è ancora una volta una storia di passione e fatica, ma, se possibile, ancora più pura. Paolo ha passato tanto tempo a documentare le fessure quanto a pulirle e ad assicurarsi che l'accesso fosse ragionevolmente sicuro. Si potrebbe dire che l'ha fatto per il progetto e perché aveva un interesse diretto per il libro, ma la verità è che Paolo si è  innamorato della valle e cominciato a ripulirla molto prima ddi cominciare a scrivere il  libro.

"Preservare la natura e la bellezza dovrebbe essere il fine ultimo di ogni essere umano".

Quando costruirono la nuova galleria per raggiungere Ceresole Reale alla fine degli anni '90, lasciarono molto materiale utilizzato per monitorare l'attività sismica della zona. Quando il progetto terminò, il materiale fu stato lasciato lì e una parte di esso si trovava proprio nel bel mezzo di alcune salite iconiche della valle come il Nautilus. Paolo e altri coraggiosi hanno passato settimane a pulire la zona e a rimuovere più di 600 kg di materiale. Ecco alcune foto che documentano lo sforzo. Dovremmo tutti cercare di limitare la nostra impronta, grazie Paolo per il vostro impatto positivo!

Bene, spero che ora abbiate un'idea di quello che serve per scrivere una guida. E, più in generale, cosa serve per curare un sito di arrampicata e un progetto. Guardando all'impatto  che Paolo è stato in grado di generare in un anno di lavoro, allo sforzo  che ha messo nel progetto e all'assoluta passione che ci arriva dalle sue parole, noi, come membri del team di Mapo Tapo, ci siamo sentiti ispirati. Questi sono i valori al centro della nostra missione. Questi sono i sentimenti alla base delle nostre spedizioni. Siamo assolutamente grati a Paolo per averceli ricordati. 

Certo, dato il suo carattere, Paolo ha insistito perché non promuovessi il suo libro nell'articolo, ma penso sinceramente che il lavoro che ha fatto debba essere condiviso e riconosciuto dalla comunità dell'arrampicata. Inoltre, se ti piacciono le fessure  o, se semplicemente, ami la fotografia questo è un libro straordinario. Per acquistarlo, basta scrivere una mail a: info@pietradiluna.com
Grazie Paolo per averci ispirato ad andare a scalare linee bellissime!

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